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“DI SEDE IN SEDE”

Dal PCI al PD, il lungo percorso nei locali della politica savonese 

di Giancarlo Berruti  


Immediatamente dopo il 25 aprile '45, con il passaggio dall'attività clandestina a quella legale, la federazione provinciale del PCI savonese dovette affrontare rapidamente complessi problemi organizzativi, oltre che politici.
Le difficoltà erano tanto più grandi per la richiesta pressante di nuove iscrizioni che sollecitavano una adeguata opera di inquadramento ed attivazione degli aderenti.
Occorreva, in primo luogo, trovare una sede che fungesse da punto di riferimento per gli iscritti e, soprattutto, per le numerose organizzazioni, sia territoriali che di fabbrica, in fase di rapida costituzione.
In questo contesto, nei primi giorni dopo la Liberazione, la prima sede provinciale provvisoria fu individuata in un locale al primo piano di Via Orefici, nella città vecchia, che negli anni successivi venne acquistato dal Partito per divenire la sezione dei portuali dedicata al Partigiano Mario Sambolino.
I locali, però, da subito risultarono troppo piccoli per le impellenti necessità; infatti, dopo solo due mesi, vi fu il trasferimento nella prima storica sede di Corso Italia n° 3.

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"Bacheca d'Artista" con Carlo Sipsz

Carlo Sipsz
"Idrocarburi"
2018, olio su tela, cm. 70x70
dalla collettiva
"Boom Economico Italiano"

Carlo Sipsz
Vive e lavora tra Savona ed Albissola, è un artista che in una carrieraricca di successi e riconoscimenti ha attraversato diverse stagioni culturali ed ha esploratomolte forme e tecniche di espressione.Pittore, scultore, disegnatore e ceramista, Carlo Sipsz dimostra in ogni frangente unapropria personale connotazione. Libero dalla gabbia degli estetismi codificati ed aperto adogni nuova prospettiva, rifugge vincoli e regole troppo formali e spazia tra innumerevolifantasie, stimoli, materiali, tecniche; ognuna delle molteplici nuove ispirazioni trova lapropria sintesi nella grande capacità di esprimere e comunicare con immediatezzasentimenti e stati d'animo, con risultati davvero accattivanti anche dal punto di vistaestetico.I colori e le forme di Sipsz si completano e si valorizzano gli uni con gli altri. Nelle nuovetematiche che l'autore è venuto affrontando nel corso della sua vita artistica, esperienzeed ispirazioni precedenti appaiono rivissute e reinterpretate in modo di volta in voltanuovo, sempre personale ed unico. È però possibile individuare un quid comune che legatra loro opere e momenti diversi in una produzione vasta e variegata non solo nelletecniche, ma caratterizzata sempre dalla primaria ed omogenea impronta dellacomunicazione diretta ed immediata all'osservatore.

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"Bacheca d'artista" con Beppe Schiavetta

È stata inaugurata la "bacheca d'artista" a Savona in Piazza Mameli, con un'opera di Beppe Schiavetta.
Ogni mese sarà esposta una nuova tela.

Beppe Schiavetta (Savona, 1949).
Diplomato al Liceo Artistico e all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha vissuto molti anni a Cortemilia dove ha esercitato la sua attività d’insegnante e di artista. Ora si è trasferito a Zurigo (Svizzera). “L’originale ispirazione naturalistica lo porta a interpretare, con acrocages di materiali diversi, un astrattismo profondamente emblematico che recupera la valenza archetipa dell’immagine mediante l’uso mirato della materia e del colore” (in G. Beringheli (a cura di), “Dizionario degli artisti Liguri”, ed. De Ferrari, Genova, 2012, p. 348). Possiamo ricordare nel 1982 la sua mostra alla Galleria del Brandale a Savona (direttore Stelio Rescio) che ha dato il via alla sua intensa attività espositiva in Italia, Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Spagna, Svizzera, Belgio.Schiavetta, sapientemente, recupera dal suo spazio onirico ciò che gli rimane come ricordo dei propri sogni; crea, così, fantastiche macchinazioni, predilige alcuni inganni visivi, gioca con i suoi segni veloci, sinuosi, agitati, agili creando delle carte geografiche o nautiche o astrologiche: ossia creando una cartografia onirica dai colori sensuosi ed accattivanti dove i segni dialogano con le forme appena accennate, dove il grottesco si contrappone al raffinato e il bizantinismo strizza l’occhio alla simbologia. Attualmente le sue opere sono caratterizzate da un segno, non più statico, ma carico di rimandi, sempre in movimento in una “viaggio” tra il sé e il Mondo, eludendo la forma.Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Ha diretto (1991-1992) un progetto di interazione tra scienza e arte all’Università per stranieri di Perugia (fondi C.N.R.). Con Kristina Comiotto nel 2011 ha diretto la parte artistica della Plinius Conference organizzata dalla Fondazione C.I.M.A. di Savona. Come scenografo ha firmato, in collaborazione con Vittoria Carrieri e Elisa Lollini, le scenografie di Effe ti mar da Farfa, con l’adattamento e la regia di Felice Rossello e Antonio Carlucci, spettacolo messo in scena sabato 16 novembre 2019 al Teatro Sacco di via Quarda Superiore a Savona. E’ anche ceramista o colloca installazioni in pietra dipinta, legno e ceramica in vari musei,a nche all’aperto, come a Badalucco, Imperia, Monte Oliveto, Cortemilia, Cuneo, Bergolo. 

Nota biografica a cura di Silvia Bottaro

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